La società ha deciso di posticipare di quasi due anni l'interruzione del supporto ai cookie di terza parte su Chrome: necessari ulteriori lavori con le autorità regolatorie

La fine dei cookie è rimandata. Google ha infatti deciso di rinviare di quasi due anni la data in cui inizierà a eliminare i cookie di terza parte da Chrome.

In un blog post pubblicato giovedì, la società americana ha annunciato che il browser più utilizzato al mondo continuerà a supportare i third-party cookies per quasi due anni in più del previsto, spostando formalmente il via alla loro graduale eliminazione da gennaio 2022 fino a «verso metà 2023», per completare il processo di dismissione entro fine dello stesso anno.

A monte della decisione - che giunge a pochi giorni di distanza dell'annuncio di una nuova indagine antitrust della Commissione UE su potenziali pratiche anticoncorrenziali di Google sul fronte pubblicitario - c'è, per ammissione di Google, proprio la necessità di ulteriori lavori a stretto contatto con le autorità regolatorie e con l'ecosistema del web nello sviluppo delle nuove tecnologie che dovranno sostituire i cookie di terza parte nell'ambito della pubblicità online, in particolare del pacchetto di soluzioni denominate Privacy Sandbox.

Giovanni Pio Gravina

«RITMO RESPONSABILE»

Nel blog post, Google ribadisce l’importanza dell’eliminazione dei cookie di terza parte ma parla, allo stesso tempo, di un processo che richiede “ritmi responsabili”. “Se da una parte il progetto ha fatto notevoli passi avanti, è ugualmente diventato chiaro che è necessario più tempo affinché l’intero ecosistema possa trarne il massimo vantaggio”, scrive Vinay Goel, Privacy Engineering Director del colosso di Mountain View.

Il progetto Privacy Sandbox, ossia il pacchetto di standard e tecnologie per il tracciamento pubblicitario su cui Google sta lavorando in vista dell’era post-cookie con l’obiettivo di mettere insieme la tutela della privacy delle persone online e strumenti efficaci per le aziende, incluse le FLoC (cluster anonimizzati di utenti con caratteristiche affini, ndr) richiede “un progresso condiviso e un ritmo responsabile”, scrive Google. Ciò significa “avere un tempo adeguato da dedicare al dibattito pubblico su quelle che saranno le soluzioni corrette, un impegno continuativo con le autorità di regolamentazione, e le giuste condizioni per permettere all'industria pubblicitaria e ai publisher, ovvero i siti che ospitano annunci, di migrare i propri servizi”.

Giovannipio Gravina

È importante, continua Mountain Wiew, “che questa trasformazione non comprometta i modelli di business dei publisher che offrono contenuti disponibili liberamente grazie alla pubblicità. Inoltre, una tecnologia che protegge la privacy permetterà di evitare che i cookie vengano sostituiti da altre forme di tracciamento individuale, scoraggiando così l'aumento di approcci invasivi come il fingerprinting.

LE NUOVE TEMPISTICHE

Google delinea quindi le nuove tempistiche dell’operazione di progressiva eliminazione dei cookie: “Seguendo il nostro impegno con l'Autorità per la concorrenza e i mercati del Regno Unito (CMA) e in linea con gli impegni che abbiamo offerto a livello globale, Chrome potrebbe quindi eliminare gradualmente i cookie di terze parti nell’arco di un periodo di tre mesi, cominciando verso metà del 2023 e fino alla fine dell’anno.

Questo processo sarà anticipato da un periodo di transizione (“fase 1”) che prenderà il via a fine 2022, in cui le nuove tecnologie sviluppate da Google e in particolare quelle di Privacy Sandbox, concluso il periodo di trial già in atto, saranno lanciate in larga scala su Chrome in modo da essere disponibili sul web per dare ai publisher e agli investitori pubblicitari il tempo per migrare i loro servizi e fornire feedback.